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Taormina

TAORMINA è una delle più rinomate località turistiche della Sicilia, fondata dai greci ed arroccata sul promontorio Monte Tauro, 220 m. a strapiombo sul mare, con lo sfondo dell'Etna, in uno scenario meraviglioso per vivacità dei colori e rigogliosità della vegetazione.
Cittadina ricca di storia, con importanti testimonianze ellenistiche, romane, normanne, sveve, gotiche, catalane e barocche. Famosissimo è  il Teatro greco-romano, con uno scenario unico al mondo. Suggestivo anche il giardino botanico, in posizione invidiabile.
Taormina conserva intatta la struttura medievale con numerosi e caratteristici vicoli e stradine che sfociano in un'unica via al centro, sulla quale si affacciano  palazzi nobili, chiese, ristoranti caratteristici ed eleganti boutiques.
Il patrimonio storico, il clima mite, l'incantevole scenario di bellezze naturali e le sue baie, ma anche i suoi musei ed il denso programma di manifestazioni culturali di TaorminaArte, del famoso FilmFest e di concerti e mostre ne fanno un raffinato centro turistico e culturale di fama mondiale.  
Taormina, inoltre, si presta come punto ideale di partenza per escursioni giornaliere verso le altre località dell'isola.      


STORIA DI TAORMINA
Sull'origine di Taormina (Tauromenion, Tauromenium) molte sono le notizie, ma incerte per documentazione e poco attendibili.
Diodoro Siculo nel 14° libro attesta che i Siculi abitavano la rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamenti di bestiame, già prima dello sbarco dei greci di Calcide Eubea nella baia di Taormina  (753 a.C.)  , dove alle foci del fiume Alcantara, fondarono Naxos, l’odierna Giardini Naxos, la prima colonia greca di Sicilia. Dionisio di Siracusa ,di origine dorica,ed alleato di Sparta nella guerra contro Atene, tollerò per un po' la presenza degli Ionici di Calcide Eubea a Naxos,alleati di Atene, ma poi mosse contro di essi che andarono ad occupare la parte a valle del Monte Tauro in, cui vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano precedentemente lì insediati da Naxos. Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.)i nassioti in massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei Cartaginesi, alleato degli jonici contro i dorici, perché il colle era da considerarsi fortificato per natura.
 
Volendo il tiranno di Siracusa riprendersi con violenza il territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva loro di diritto, poiché i propri antenati greci ne avevano già preso possesso prima di loro stessi, scacciando gli abitatori locali. Afferma Vito Amico che la suddetta versione sulle origini di Taormina fornita da Diodoro è contraddetta nel 16° libro, quando sostiene che Andromaco, dopo l'eccidio di Naxos del 403 a.C., radunati i superstiti li convince ad attestarsi nel 358 a.C. sulle pendici del vicino colle "dalla forma di toro", e di conseguenza il nascente abitato prese il nome di Tauromenion, toponimo composto da Toro e dalla forma greca menein, che significa rimanere.
Mentre le notizie fornite da Cluverio concordano con la seconda versione di Diodoro, Strabone narra che Taormina abbia avuto origine dai Zanclei e dai Nassi. Ciò chiarirebbe in qualche modo l'affermazione di Plinio il quale afferma che Taormina in origine si chiamava Naxos.
Testimone Diodoro Siculo, Taormina, governata saggiamente da Andromaco, progredisce, risplendendo in opulenza e in potenza. Nel 345 Timoleone da Corinto, sbarca e raggiunge Tauromenium, per chiedere l'appoggio militare al fine di sostenere la libertà dei Siracusani.
Più tardi troviamo Taormina sotto il dominio del tiranno siracusano Agatocle, che ordina l'eccidio di molti uomini illustri della città e manda in esilio lo stesso Timeo, figlio di Andromaco. Anni dopo soggiace a Tindarione e quindi a Gerone, anch'essi tiranni Siracusani.
Taormina rimane sotto Siracusa fino a quando Roma, nel 212 a.C., non dichiara tutta la Sicilia provincia Romana. I suoi abitanti sono considerati alleati dei Romani e Cicerone, nella seconda orazione contro Verre, accenna che la Città è una delle tre Civitates foederataee la nomina "Civis Notabilis " erroneamente tramandato , poi, come "Urbs notabilis". In conseguenza di ciò non tocca ai suoi abitanti pagare decime o armare navi e marinai in caso di necessità. Nel corso della guerra servile (134 – 132 a.C.) Tauromenium è occupata dagli schiavi insorti, che la scelgono come caposaldo sicuro. Stretti d'assedio da Pompilio, resistono a lungo sopportando anche la fame e cedendo soltanto quando uno dei loro capi, Serapione, tradendo i compagni, lascia prendere la roccaforte.
Nel 36 a.C. nel corso della guerra fra Sesto Pompeo ed Ottaviano, le truppe di quest'ultimo sbarcano a Naxos per riprendere la città a Sesto Pompeo che l'ha in precedenza occupata. Per ripopolare Tauromenium, dopo i danni della guerra subita, ma anche per presidiarla Ottaviano, divenuto Augusto, nel 21 a.C. invia una colonia di Romani, a lui fedeli, e nel contempo ne espelle gli abitanti a lui contrari.
Strabone parla di Tauromenion come di una piccola città, inferiore a Messina e a Catania. Plinio e Tolomeo ne ricordano le condizioni di colonia romana.

MONUMENTI E PALAZZI

TEATRO GRECO

Il monumento antico più importante e meglio conservato di Taormina è il teatro.

Fu realizzato in un punto panoramico meraviglioso, da cui si ammirano la mole dell'Etna e il Mar Jonio.
Su alcuni gradini è inciso il nome di Filistide, la moglie di Ierone II, il tiranno di Siracusa che molto probabilmente nel III secolo a.C. fece costruire il teatro taorminese.
L'edificio fu ricostruito in età romana e più precisamente nel II secolo
d.C.

La cavea, cioè lo spazio per le gradinate, ha un diametro di circa 109 metri ed è divisa in nove settori.
Il teatro di Taormina, per dimensioni, è il secondo della Sicilia  dopo quello di Siracusa.
Alla sommità delle gradinate si trova un doppio portico, coperto da una volta.

Trentasei piccole nicchie si aprono sul muro del portico e forse servivano per accogliere alcune statue.
In età romana, l'orchestra del teatro fu trasformata in arena per i giochi dei gladiatori.

ODEON

Nel mondo greco-romano, l'Odeon era un piccolo teatro destinato alle rappresentazioni musicali e letterarie.
L'Odeon di Taormina è un autentico gioiello di architettura romana su cui, nel corso dei secoli, furono costruite diverse strutture.
La cavea è divisa in cinque settori ed è sormontata da una galleria in mattoni.
Probabilmente, il monumento fu costruito nel II secolo d.C. su un tempio greco più antico, oggi nascosto dalla Chiesa di Santa Caterina che risale al XVII:

NAUMACHIE
 
La cosiddetta Naumachia è una grande costruzione formata da un muro in mattoni, lungo 122 metri e alto 5.
Fu realizzata in età romana e più precisamente nel II sec. d.C.
Il nome Naumachia significa letteralmente "battaglia navale".
Infatti, una volta si credeva che il monumento fosse un circo acquatico, realizzato dai romani per le rappresentazioni di battaglie navali.
In realtà, il monumento è un grande ninfeo con nicchie, cioè una fontana monumentale con giochi d'acqua.
Le strutture romane sono state utilizzate come fondamenta per le case moderne.


NECROPOLI ARABA

Si trova a poche centinaia di metri dalla porta nord, lungo la provinciale che da Capo Taormina sale fino al centro della città. Si presume sia stata realizzata tra il IX e l’XI secolo. Viene definita a metodo colombario (celle simmetriche poste l’una sull’altra).

CASTELLO SARACENO
 
Il castello di Taormina si trova su una rocca del Monte Tauro, a quasi 400 metri di quota.
Da qui si poteva controllare la vallata del fiume Alcantara.
In età greca e romana, la rocca del Tauro era l'acropoli inferiore di Tauromenion.
Quella superiore, si trovava più a nord, presso l'attuale Castelmola.
Secondo la tradizione, il castello di Taormina fu costruito dagli arabi.
In realtà, non si conosce ancora il periodo in cui fu realizzato.
Tuttavia, è possibile che i musulmani ebbero nella rocca il loro baluardo nel 1079, durante l'assedio dei Normanni.
Il Conte Ruggero adottò un'ingegnosa strategia per tagliare ai saraceni ogni rifornimento: intorno a Taormina e alla sua rocca, il Conte fece edificare ventidue torri di legno. I musulmani si arresero dopo pochi mesi.
Durante il dominio di Federico II, chiamato "Stupor Mundi" per le sue qualità intellettuali, politiche e militari, il castello di Taormina fu affidato ad un nobile castellano.
La porta della fortezza era sorvegliata dalle sentinelle che sostavano sui camminamenti di ronda.
I muri esterni si sono conservati molto bene, mentre quelli interni sono quasi tutti crollati.
PORTA MESSINA
La via Valeria è la strada che i romani costruirono per collegare le città di Catania e di Messina, la parte che attraversava l'antica Tauromenion, oggi si chiama Corso Umberto I, è la strada principale di Taormina delimitata da Porta Messina a nord e da Porta Catania a Sud.
PORTA CATANIA
Porta Catania delimita la parte Sud del Corso Umberto I, fa parte della seconda cinta muraria e la sua costruzione risale al 1440, data che risulta incisa nell'edicola raffigurante lo stemma Aragonese al centro sopra l'arco. 

E' detta anche porta del Tocco, perchè nella piazzetta adiacente, in epoca normanna, si tenevano le riunioni pubbliche. L'ora del tocco era la prima ora dopo mezzogiorno, quindi segnalava le ore 13.00.
Torre dell'Orologio o 'Porta di Mezzo'

Insieme alla terza cinta muraria, i cui resti sono ancora oggi visibili sul lato destro fino al castello, delimitava la parte della città definita 'borgo quattrocentesco'. Utilizzando un basamento esistente di una antica costruzione muraria difensiva, risalente all'epoca dell'origine della città, intorno al IV secolo a.C., la Torre fu costruita nel XII secolo, ma durantel'invasione delle truppe francesi di Luigi XIV nel 1676 fu rasa al suolo.
Nel 1679, per volere dei taorminesi, la Torre fu ricostruita ed in quell’occasione fu collocato, sul lato della piazza IX Aprile, anche il grande orologio che la caratterizza ulteriormente. Da allora si usa identificarla come Torre dell'Orologio e non più Torre di Mezzo. 
 
Le campane della Torre vengono suonate a festa il giorno dell'elezione del sindaco ed in

PALAZZO CORVAJA

Il Palazzo Corvaja sorse sull'antico foro romano, la piazza dell'antica Tauromenion. Il nucleo originario del Palazzo era una torre realizzata dagli arabi tra il 902 e il 1079. La torre aveva forma cubica, proprio come la Kaba della Mecca, che secondo Maometto fu il primo tempio innalzato a Dio da Abramo. A Palazzo Corvaja si riunì il Parlamento siciliano nell'anno 1411. Le assemblee furono presiedute dalla regina spagnola Bianca di Navarra, che in quel periodo governava la Sicilia e che scelse il Palazzo come residenza estiva: 

Il nome attuale del Palazzo si riferisce alla nobile famiglia dei Corvaja, che vi abitò dal 1538 al 1945. Dopo molte trasformazioni, nel 1946 il Palazzo fu restaurato dall’architetto Armando Dillon.
 
La scena presenta tre grandi aperture, fiancheggiate da nicchie e da colonne qui ricollocate nel XIX secolo, dall'Architetto Francesco Saverio Cavallari.

Da anni ormai, il teatro di Taormina è la splendida cornice di eventi culturali e di premi di livello internazionale.

PALAZZO DUCHI DI SANTO STEFANO
Il Palazzo Duchi di Santo Stefano fu costruito tra la fine del 1300 e i primi anni del 1400.

Era parte integrante della cinta muraria medievale di Taormina.
E' un capolavoro dell'arte gotica siciliana, ancorato all'esperienza arabo-normanna.
Su due facciate si trova un fregio che forma un magnifico merletto d'intarsi, grazie all’alternanza di tasselli in pietra lavica e di tasselli in pietra bianca di Siracusa.
Le bifore del primo piano sono molto semplici.
Notate come il profilo esterno degli archi sia evidenziato da blocchetti in pietra lavica.
Molto elaborate sono le bifore del secondo piano.
Sono trilobate, cioè presentano una sorta di merletto a tre lobi a destra e a sinistra della colonna.
Sotto l’arco a sesto acuto, potete vedere un magnifico rosone traforato.
Nel 1700 fu realizzata la scala che dal piano terra porta al primo piano.
Nel giardino esiste ancora il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.
L’originario aspetto di edificio fortificato fu alleggerito nel trecento e nel quattrocento, quando vi abitarono le famiglie dei De Spuches, dei Duchi di Santo Stefano di Brifa e i Principi di Galati.
Durante l’estate taorminese, nel cortile adiacente si tengono importanti manifestazioni culturali.
Il palazzo, oggi è la sede della Fondazione Mazzullo. Sono esposte numerose opere dell’artista Giuseppe Mazzullo, nato il15 febbraio del 1913 a Graniti, un piccolo paese del messinese, a ridosso delle suggestive gole dell’Alcantara.

PALAZZO CIAMPOLI

Palazzo Ciampoli era una residenza signorile in stile catalano.
Nello stemma, situato sopra il portone d’ingresso è scolpita la data 1412 anno della sua costruzione.
Ciampoli era il nome della famiglia che possedette il palazzo, fino a che fu acquistato dalla Regione Siciliana.
Il palazzo sorge nel cuore del borgo medioevale di Taormina, che inizialmente si estendeva dalla torre dell’Orologio a porta Catania.

PALAZZO BADIA VECCHIA
 
Il Palazzo della Badia Vecchia fu realizzato nel quattordicesimo secolo.
Inizialmente era una torre a difesa delle mura che cingevano Taormina.
Secondo alcuni studiosi, l’edificio si chiama Badia Vecchia, perché doveva ospitare una Badia, cioè un’Abbazia, ove dimorò a Madre Badessa Eufemia, reggente dal 1355 del regno di Sicilia, in nome del fratello minore Federico IV detto il Semplice.
La Badia Vecchia rappresenta un bell’esempio di architettura gotica trecentesca, anche se è stata modificata nei secoli successivi.
Un fregio con intarsi in pietra lavica e pietra bianca di Siracusa decora e divide il primo dal secondo piano.
Il prospetto che guarda la città, è caratterizzato da tre magnifiche bifore a sesto acuto.
La bifora, è una finestra caratterizzata da una colonnina centrale, che divide l’apertura in due parti. Gli archi delle due bifore laterali sono decorati da un solo rosone, mentre l’arco della bifora centrale è ornato da tre rosoni.
Il palazzo è coronato da merli a coda di rondine, proprio come un castello medievale.
La Badia Vecchia è sede del Museo Archeologico di Taormina.
Sono esposti alcuni materiali provenienti dagli scavi recenti di Taormina, effettuati tra il 1984 e il 1998 dalla Soprintendenza di Messina.
Nelle tre sale sono esposti reperti di periodo ellenistico, cioè risalenti al IV secolo a.C., e ancora ceramiche e rari contenitori in vetro di età romana.
Non mancano frammenti di vasi in protomaiolica del tredicesimo secolo e maioliche rinascimentali: 

PIAZZA  IX APRILE

Piazza IX aprile è il "salotto" più elegante di Taormina.
Caratteristici sono i bar all'aperto e gli artisti che dipingono ritratti e paesaggi.
Dalla balconata si ammira un magnifico panorama che abbraccia l'Etna, la baia di Naxos e i ruderi del teatro antico di Taormina. 

La piazza si chiama così perché il 9 aprile del 1860, durante una messa nella cattedrale taorminese, si sparse la voce che Garibaldi era sbarcato a Marsala per cominciare dalla Sicilia la liberazione dai Borboni.
La notizia si rivelò falsa: infatti Garibaldi sarebbe sbarcato a Marsala solo un mese dopo, cioè il 9 maggio.
I taorminesi vollero ugualmente ricordare quella data, dedicandole la piazza più bella della città.

PIAZZA DUOMO

Piazza Duomo era il luogo preferito dagli uomini illustri che in passato visitarono Taormina, come Oscar Wild, Guy de Maupassant, Alexander Dumas j., Richard Wagner e Johannes Brahms.
Sulla Piazza, oltre al DUOMO si affaccia anche il Palazzo del Comune.
Al centro della Piazza si trova una magnifica fontana, attribuita ad uno degli ultimi allievi del fiorentino Montorsoli.
La fontana fu costruita nel 1635 su gradoni circolari. Deliziose sono le quattro fontanelle laterali.
Sullo zampillo centrale è scolpito il Minotauro, simbolo della città di Taormina.

FONTANA DI PIAZZA DUOMO O "4 FONTANE"

Nel 1635, per desiderio degli amministratori del tempo, nella piazza antistante il Duomo  fu costruita una fontana realizzata in stile barocco che prende il nome "4 fontane" dalle quattro piccole colonne che si trovano ai quatto angoli del corpo centrale e che sono sormontate da quattro cavallucci marini dalla cui bocca usciva l'acqua che finiva nelle vaschette sottostanti. 

Oggi solo un cavalluccio è ancora funzionante.
 In realtà la fontana vera e propria è costituita dal corpo centrale, formata da due vasche, la più piccola delle quali sul bordo esterno porta incisi i nomi degli amministratori della città che ne ordinarono la costruzione: Vincenzo Spuches - Vincenzo Cacopardo - Geronimo Mena - Cesare Cipolla. Al centro della stessa vasca un piedistallo sorregge una Centauressa con in testa la corona  che nella mano destra stringe lo scettro e nella mano sinistra il globo

EX CHIESA DEL CARMINE

PIAZZA CARMINE

La Chiesa del Carmine fu costruita, in stile barocco, nel 1662 con annesso il convento dei frati Carmelitani. Fu distrutta più volte dai saccheggi dei saraceni e completamente abbattuta dai bombardamenti del 1943.
Dopo la ricostruzione e il recente restauro non è più adibita al culto ma è stata trasformata e viene utilizzata come auditorium o come sala di esposizione.
Dal Corso Umberto la si può raggiungere da una breve scalinata nei pressi di Porta Catania.

PALAZZO DUCHI DI SANTO STEFANO

Via De Spuches
Il Palazzo Duchi di S. Stefano è una costruzione trecentesca in stile gotico siciliano con elementi arabi e normanni. Ha un bel giardino su cui si affacciano quattro bellissime bifore in stile gotico. Il Palazzo è formato da tre elementi quadrati sovrapposti.
Al pianterreno è disponibile una saletta che viene adibita a spazio espositivo, al primo piano trova collocazione la Fondazione Mazzullo con una esposizione permanente di opere dello scultore Giuseppe Mazzullo

VILLA COMUNALE
 
La Villa Comunale era originariamente il parco dell'abitazione di Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese cugina della regina Vittoria, che visse a Taormina dal 1884 e sposò il sindaco di quel tempo, Prof. Salvatore Cacciola. Il parco per desiderio di lady Florence fu realizzato come un tipico giardino all'inglese in cui furono collocate molte specie di piante rare.

Il giardino passò al comune di Taormina nel 1922 e al suo interno, grazie all'estro di Lady Trevelyan, si possono ancora ammirare delle particolari costruzioni chiamate 'victorian follies'.
 
Ospitando nella sua villa molti personaggi illustri dell'epoca contribuì a lanciare il nome e le bellezze di Taormina.

Lady Florence Trevelyan morì nel 1907, e l'ultima delle sue eccentricità fu quella di farsi seppellire sul monte Venere, alle spalle di Taormina, in località 'a francisa' così demoninta perchè tutti gli stranieri in quel tempo erano chiamati i 'francisi'.
 
Personaggi illustri

Taormina visitata da ...
Johannes Wolfang Goethe  

 
"… Lo sguardo abbraccia tutta la lunga schiena montuosa dell’Etna, a sinistra la spiaggia fino a Catania, anzi fino a Siracusa. L’enorme vulcano fumante conchiude il quadro sterminato, ma senza crudezza, perché i vapori dell’atmosfera lo fanno apparire più lontano e più grazioso. Se poi da questo spettacolo si volge l’occhio ai corridoi costruiti alle spalle degli spettatori, ecco a sinistra tutte le pareti della roccia, e fra queste e il mare la via che serpeggia fino a Messina, e gruppi e ammassi di scogli nello stesso mare, la costa di Calabria nell’ultimo sfondo, che solo spiando attentamente si discerne tra le nubi che s’innalzano dolcemente…Osservare come questa regione, in tutti i particolari interessanti, si sprofondava a poco a poco nelle tenebre, è stato spettacolo di una bellezza indicibile.
 Alexandre Dumas
…La vista di Taormina ci mandò in estasi. Alla nostra sinistra, chiudendo l’orizzonte, s’innalzava l’Etna, quella colonna del cielo, come la chiamava Pindaro, stagliava la sua massa violetta in un’atmosfera rossastra perché tutta attraversata dai raggi nascenti del sole. In secondo piano, due montagne fulve che si sarebbero dette ricoperte da un’immensa pelle di leone. Dopo aver apprezzato ben bene quello spettacolo così grande, magnifico e splendido, - tanto che Jadin, impressionato, non pensò nemmeno di farne uno schizzo, - volgemmo la prua verso est.
Guy de Maupassant
 
Se qualcuno dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: "Cosa bisogna vedere?" risponderei senza esitazione: "Taormina". E’ soltanto un paesaggio, ma un paesaggio in cui si trova tutto ciò che sembra creato sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia.
Dove sono mai i popoli che saprebbero fare, oggi, cose simili?
Dove sono gli uomini capaci di costruire, per il piacere delle folle, opere come queste?
Quegli uomini, quelli di una volta, avevano anima e occhi diversi dai nostri; nelle loro vene, con il sangue, scorreva qualcosa di scomparso: l'amore e il culto per la Bellezza.
D.H. Lawrence
Qui ci si sente come se si fosse vissuto per un migliaio di anni … Non che Taormina aspetti solo me, aspetta tutti gli uomini.
Edmondo De Amicis
 
"… Quello che si vede è uno spettacolo di cui non ha l’eguale né Napoli, né Rio Janeiro, né Costantinopoli. Sotto, la piccola città ridente, che si stende ad arco fra i mandorli, gli aranci, i cactus, i pini; a tergo della città, un semicerchio di monti che slanciano al cielo i vertici rocciosi coronati di castelli e villaggi; più in là l’Etna enorme, col capo bianco tinto di rosa, che sovrasta il mar Jonio, e par che s’avanzi per immergervi il fianco; a destra e a sinistra quasi tutta la costa orientale della Sicilia … e questa doppia immensa fuga di seni, di promontori, di boschi, di paesi, di giardini ride sopra la bellezza di un mare e sotto la bellezza di un cielo di cui non può dare idea la parola umana … Credo poco all’inferno, ma credo al paradiso, perché l’ho visto … ed è questo."
 Truman Capote
"… La primavera siciliana comincia a gennaio, e si raccoglie in un bouquet degno di una regina, nel giardino di un mago dove tutto è sbocciato … L’aprile, scrive Eliot, è il mese più crudele: ma non qui. Qui è luminoso come le nevi sulla sommità dell’Etna … Notai con sorpresa su quel muretto un vecchio con i calzoni di velluto, avvolto in un mantello nero…Era una sorprendente apparizione teatrale e null’altro; solo dopo aver guardato con maggiore attenzione mi accorsi che si trattava di Andrè Gide …"

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